L'archivio racconta. Pillole d'archivio

L'archivio racconta. Pillole d'archivio

 

 Referendum e Assemblea Costituente del 1946

Il 2 giugno 1946 si svolse il referendum per scegliere la forma istituzionale dello Stato, per decidere se doveva rimanere una Monarchia o diventare una Repubblica.

Ebbero diritto di voto tutti i cittadini italiani maggiorenni (d'età superiore a 21 anni) di entrambi i sessi. Per la prima volta nello Stato Italiano si votò con suffragio universale. Le donne ebbero un ruolo ed un peso determinanti, votarono infatti 12.998.131 donne, contro 11.949.056 di uomini. L’affluenza alle urne fu altissima: nel 1946 gli aventi diritto al voto erano 28 milioni (28.005.449), i votanti furono quasi 25 milioni (24.946.878), pari all’89,08%. I voti validi furono 23.437.143, di questi 12.718.641 (pari al 54,27%) si espressero a favore della Repubblica, 10.718.502 (pari al 45,73%) a favore della Monarchia. L’Italia cessava di essere una Monarchia e diventava una Repubblica.

Il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò in modo ufficiale la nascita della Repubblica Italiana.

Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono anche per eleggere i deputati dell’Assemblea costituente, l'organo legislativo elettivo preposto alla stesura di una Costituzione. Le sedute si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. L’assemblea Costituente risultò formata dai rappresentanti di tre partiti: la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista e il Partito Comunista.

Si propongono due manifesti a stampa: il primo relativo alle istruzioni per la votazione del referendum e il secondo con l’elenco dei deputati dell'Assemblea Costituente eletti nel Collegio Mantova-Cremona. Il materiale è conservato nell’Archivio Storico Comunale di Ostiglia, nella Categoria 6 (Governo), classe 2 (Elezioni politiche), nel faldone n. 1061 (ex166) dell’anno 1946.

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