L'archivio racconta. Pillole d'archivio

L'archivio racconta. Pillole d'archivio

RICORDANDO IL 25 APRILE A OSTIGLIA

 

Mostra documentaria e apparato introduttivo

a cura di Maria Rita Bruschi  (Istituto mantovano di storia contemporanea)

  

La presente mostra, tesa a celebrare e a ricordare gli eventi del 25 aprile 1945, di cui quest’anno ricorrono i 75 anni dalla fine della Guerra, viene proposta in una modalità che, nelle intenzioni degli organizzatori, sarebbe stata molto diversa.

L’emergenza sanitaria ci ha costretto a modificare diversi aspetti organizzativi.

Ringraziamo sentitamente la prof.ssa Maria Rita Bruschi per la preziosa collaborazione e per averci anticipato una parte del suo lungo lavoro di ricerca, condotto anche sui documenti dell’Archivio storico del Comune di Ostiglia.

Il lavoro della prof.ssa Bruschi sarà proposto alla cittadinanza in forma di conferenza pubblica, corredata dalla mostra dei documenti originali, non appena la situazione sanitaria lo permetterà.

 

 

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L’Italia verso la liberazione

 

Alle 19.42 dell’8 settembre 1943 il maresciallo Pietro Badoglio diffuse ufficialmente la notizia dell’armistizio dell’Italia con gli Anglo-Americani, firmato cinque giorni prima a Cassibile, nei pressi di Siracusa.  Ciò segnò la fine dell’alleanza con la Germania nazista. Il re e il maresciallo Badoglio fuggirono a Brindisi, lasciando l’Italia senza guida

I militari tedeschi allora, ed è cosa nota, approfittarono dello sbandamento dell’esercito italiano per occupare i punti strategici della Penisola, liberarono Mussolini rinchiuso sul Gran Sasso e lo indussero a costituire la Repubblica Sociale Italiana, detta di Salò.

L’Italia era divisa in due: gli Alleati liberarono il Sud nel febbraio 1944, nel maggio superarono la linea Gustav e Montecassino e si congiunsero con l’altro corpo d’Armata sbarcato ad Anzio a fine gennaio e fino a maggio bloccato dai tedeschi. Assieme quindi il 4 giugno liberarono Roma.

A fine luglio del ’44 gli Alleati raggiunsero Firenze, anche con l’aiuto di unità dell’Esercito Italiano collaboranti (cinque Gruppi di combattimento – Cremona, Friuli, Folgore, Legnano, Mantova – per un totale di circa 50.000 uomini di prima linea) e delle forze partigiane del Comitato di Liberazione Nazionale, che operava attraverso i CLN regionali, a loro volta organizzati in brigate: i comunisti nella Garibaldi, i socialisti nella Matteotti, i gruppi del Partito d’Azione erano riuniti in Giustizia e Libertà, democristiani e liberali nelle Autonome.

(Ad Ostiglia e a Serravalle i CLN locali erano sorti nel settembre 1943 e operavano insieme)

Alla fine del 1944 l’avanzata militare verso il nord Italia ebbe un nuovo arresto sulla linea Gotica. Le forze tedesche tentarono un’ultima resistenza, pur essendo in difficoltà per i mancati rifornimenti dalla Germania e per l’intensa azione delle forze partigiane.

Nei primi giorni dell’aprile 1945, il 13° Corpo dell’8° Armata britannica, col sostegno di militari italiani, quale lo Squadrone F, noto anche per l’Operazione Herring avvenuta tra Mirandola e Poggio Rusco, si mosse verso Bologna, mentre la 5° Armata statunitense puntò verso ovest.

Dal 23 aprile le forze alleate, le truppe italiane ed i partigiani collaborarono, tanto che forze partigiane precedettero in alcune città del nord l’arrivo degli Alleati.

Bologna fu liberata dai partigiani il 20 aprile 1945 e il 25 aprile le città di Milano e Torino. L’8 maggio 1945 i tedeschi firmarono la resa incondizionata a Reims, Hitler si era ucciso il 30 aprile nel bunker a Berlino.

Questi venti mesi di guerra in Italia furono ancor più drammatici per la popolazione civile. Le cifre parlano di 31.519 partigiani uccisi in azione o fucilati, di questi 632 erano donne; quasi 10.000 civili uccisi per rappresaglia, quasi 9.000 persone deportate nei campi di concentramento. Solo nel mantovano i morti e i dispersi furono 4.358.

 

 

Ricordando il 25 aprile ad Ostiglia

 

Nei giorni che precedettero il 25 aprile, Ostiglia, provata dai bombardamenti che l’avevano ferita mortalmente, vide l’esercito tedesco in ritirata. Per quelle truppe la guerra era ormai persa e anche qui, come in altri punti del Po, il 22 ed il 23 aprile i soldati tedeschi in fuga cercarono in tutti modi di attraversare il fiume. Dopo il bombardamento che rese impraticabile il ponte in ferro, essi si  servirono di ogni mezzo galleggiante (assi, piccole chiatte, fascine, mastelli, …) e molti di loro annegarono, per l’urgenza di fuggire o per l’insidia delle acque o per l’ingombro delle divise: fu una vera ecatombe. I bombardamenti aerei da parte delle forze alleate ed i contrattacchi dell’artiglieria tedesca, posizionata presso la corte Cavriana, prostrarono Ostiglia e la sua popolazione, sfollata per la maggior parte in Cardinala o a Correggioli e nelle campagne limitrofe e costretta a vivere in condizioni estremamente difficili.

Per affrettare la fuga verso nord, i tedeschi cercavano qualunque mezzo di trasporto, anche cavalli e biciclette; in occasione di una simile requisizione, il giorno 23 aprile presso Pontemolino uccisero quattro componenti della famiglia Carrara e ancor oggi una lapide affissa sulla loro abitazione ricorda questo triste fatto. In Cardinala persero la vita anche i partigiani Tommaso Morelli ed i fratelli Mario e Lando Sganzerla in seguito ad un tentato assalto a soldati tedeschi. Il 24 aprile sempre nella stessa località fu ucciso Gino Agazzani e Rodolfo Bellutti rimase ferito.

La notte fra il 24 e il 25 aprile registrò altri bombardamenti a Libiola, dove morirono 13 persone. Il mattino del 25 entrarono in Ostiglia i soldati americani della quattordicesima Armata, 85 Divisione, proveniente da San Benedetto-Bagnolo, preceduti da staffette partigiane Avanzavano cauti, alla ricerca di possibili appostamenti di soldati tedeschi, molti dei quali erano tuttavia già sulla via di Verona. 

Tuttavia un gruppo di retroguardia tedesca cercò di contrastare le forze nemiche posizionando sul campanile della chiesa di Ostiglia una mitragliatrice, che fu però ben presto resa inoffensiva.

Gli ostigliesi Giorgio Stuppato, detto Tamoro, e un certo Craici, detto Canepe, issarono la bandiera bianca sulla torre civica di Ostiglia perché la si potesse vedere dal dirimpettaio Revere, paese quasi completamente distrutto dai bombardamenti, da dove stavano giungendo altre forze alleate. Il gruppetto, sceso dalla torre, dove altri compagni li stavano attendendo, fu bloccato da alcuni militari tedeschi che ferirono in modo serio lo Stuppato. Subito soccorso, l’uomo fu trasportato in Cardinala dove ricevette le cure del professor Giuseppe Zampa, medico dell’Ospedale di Ostiglia, del dottor Umberto Negri e dell’infermiere Quinzio Cavazza.

Nella lotta per la Liberazione di Ostiglia vanno inoltre ricordate le figure antifasciste di Paride Mantovani, Giovanni Bonventi, Dario Campi e dell’ing, Antonio Carreri che, in vari modi e al meglio che poterono, contrastarono i tedeschi dopo l’8 settembre 1943.

La giornata della liberazione, Ostiglia contava i suoi morti e le sue ferite: 30 civili deceduti per i bombardamenti, le persone fucilate dai tedeschi, come già detto, 85 case completamente distrutte, 652 danneggiate, colpiti l’ospedale, l’acquedotto, la fognatura, l’azienda del Gas, il macello, le caserme, la chiesa parrocchiale, l’aula magna delle scuole elementari, mulini e pastifici, distrutto l’Istituto per le Orfanelle.

Questo 25 aprile 2020, oltre ricordare quei fatti, ci troviamo a fronteggiare un nemico non così visibile come in quegli anni di guerra, il covid 19 che ci ha procurato e forse ancora lo farà, molti lutti.

Anche questa terribile esperienza come quella del secondo conflitto contribuirà, anche se in modo diverso, ad alimentare in tutti noi un sentimento di cittadinanza democratica e di identità nazionale.

 

Aprile 2020, Maria Rita Bruschi

 

 

Bibliografia

 

Nello Loris Tinti: Il Ponte, 1989

AA.VV.: Ostiglia nella storia, (1943-1952), 1994

Luigi Cavazzoli: Guerra e Resistenza, 1995

Paolo Camatti: Il Comitato di Liberazione Nazionale di Serravalle a Po, in Clamoroso ingente furto sacrilego, Mantova 2014

Carlo Benfatti: Il Reggimento Nembo e lo Squadrone F nell’Operazione Herring n.1, 20-23 aprile 1945 in Emilia e Lombardia, Mantova 2018

E’ stato consultato l’Archivio Storico del Comune di Ostiglia.

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